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sabato 15 novembre 2008

Nino Ferrer e Caterina Caselli, due rubacuori?







Due giorni fa ci siamo occupati de "Il re d'Inghilterra", canzone interpretata da Nino Ferrer al 18° Festival di Sanremo in coppia con Pilade, un partner che, secondo l'informatissimo sito "Hit Parade Italia", Ferrer non voleva assolutamente ma che, grazie all’organizzazione della manifestazione canora e soprattutto alle ingerenze di Celentano, gli fu bruscamente imposto. Ferrer tornò a Sanremo due anni più tardi, nel 1970, abbinato per l'occasione a Caterina Caselli. Sulla carta, sia la coppia che il brano, Re di cuori, erano vincenti, ma il pezzo si classificò soltanto al 14° posto, un vero e proprio flop. Per gli italiani, infatti, Ferrer era l'interprete di canzonette disimpegnate come "Agata" e "Donna Rosa". "Nessuno di noi è fatto in una sola maniera - ebbe modo di raccontare l'artista al 'Corriere della Sera' nel 1970 - e io odio le classificazioni. Anche nelle canzoni. Un giorno mi viene fuori 'Donna Rosa' e un altro 'La Rua Madureira', che è la mia preferita ma che purtroppo non ha fatto una lira, o 'Povero Cristo', che la radio sicuramente non trasmetterà e che quindi pochi sentiranno. Perché a me capita questo guaio: il pubblico di 'Donna Rosa' non mi vuole in un genere più impegnato e non lo chiede, e l'altro, che lo apprezzerebbe, non lo può conoscere". Il deludente Festival del 1970, comunque, non fu l'ultimo per Nino, che l'anno seguente ci riprovò di nuovo con "Amsterdam", in coppia con Rosanna Fratello... Ma questa è un'altra storia...

giovedì 13 novembre 2008

Nino Ferrer: richiesta, request, requête, petición



I'm looking for the spanish version of "Il re d'Inghilterra", "El rey de Inglaterra", and for the german version of "Le telephone", "Das telefon" (look above). Does anyone out there possess them? I would be very grateful. Thanks in advance. Merci d'avance. ¡Muchas gracias! Danken! :)

I quattro re d'Inghilterra



Tracklist

01) Nino Ferrer - Le roi d'Angleterre
02) Nino Ferrer - Il re d'Inghilterra
03) Pilade - Il re d'Inghilterra
04) Roll's 33 - Il re d'Inghilterra (Bonus Track)

P.S. Non sono affatto sicuro che la traccia 04 sia interpretata dai Roll's 33...

Link

venerdì 4 gennaio 2008

Gli esordi di Nino 1 ("I want a Monkiss on my back... and not only there...")



Parliamo ancora di Nino Ferrer, ma stavolta facciamo un grande salto all'indietro, quando il Nostro era ancora uno sconosciuto e annaspava nelle torbide acque della gavetta. Verso la metà degli anni '50, al Caffè "La Faluche" di Parigi, vicino al teatro dell'Odéon, il cantautore italo-francese conobbe Richard Bennett, un batterista dilettante che con lui condivideva l'amore per il jazz e per Louis Armstrong. Divennero inseparabili, e insieme formarono un'orchestina in puro stile New Orleans che si esibiva prevalentemente nel Giardino del Lussemburgo, nel VI arrondissement, e sui marciapiedi della Senna, all'altezza del Pont Neuf. Fu allora che Nino accantonò temporaneamente la chitarra ed il contrabbasso, imparati da autodidatta, per dedicarsi al banjo. Il 25 maggio del '53, Nino si innamorò perdutamente di una certa Claire che, se lo abbandonò a distanza di un anno troncando bruscamente la loro relazione, in compensò fu fonte d'ispirazione per uno dei suoi più celebri brani, "C’est irréparable (un an d’amour)". Quello stesso anno, Agostino Arturo Maria Ferrari si laureò alla Sorbona in Lettere e Filosofia. Ma la sua carriera nel mondo universitario non terminò con la licenza. Dopo l'incontro col Professor André Leroi-Gourhan nell'ambito di una specializzazione in Etnologia, infatti, si appassionò alla cultura dell'uomo preistorico, partecipò a diversi scavi archeologici, e tenne anche numerose conferenze in Francia e Spagna. Nel frattempo, però, Nino non trascurava la sua vera passione, quella per la musica, irrinunciabile e "primigenia" quanto la materia che andava approfondendo in ambito accademico, e continuava perciò a militare nei Dixie Cats di Richard Bennett. Nel 1956, il gruppo del batterista - attrazione del rinomato cabaret "Le Boeuf Sur Le Toit" e animatore delle serate musicali parigine - vinse il torneo annuale delle band "esordienti" nella categoria jazz di New Orleans, guadagnandosi così la possibilità di esibirsi alla "Grande Notte del Jazz", nella famigerata sala Wagram, al fianco delle più rinomate orchestre e di musicisti del calibro di Sidney Bechet.
Tra il '57 ed il '58, i "Cats" suonarono prevalentemente al "Théâtre du Vieux-Colombier" e, forti di un'accresciuta notorietà, anche nelle feste di gala di importanti istituti: tra le altre, quella del Politecnico nel '57, e quella della Scuola Superiore Aeronautica nel '58.
Come tutti gli artisti che hanno qualcosa da esprimere, però, Nino desiderava ottenere successo con le proprie canzoni, e non adagiarsi sul repertorio altrui. Prese quindi a proporre dal vivo pezzi come "C’est irréparable" o "Le blues des rues désertes", invero senza tanto riscontro, visto che gli ci vollero ancora parecchi anni prima di riuscire ad "imporre" le sue composizioni.
Nel gennaio del 1959, i Dixie Cats (Richard alla batteria, Nino al contrabbasso, Patrick Joubert al piano, Stéphane Guérault al clarinetto, Roland Hugues alla tromba, Jef Mariette e Christian Guérin al trombone) ottennero comunque un "incarico" di grande prestigio: oltre ad accompagnarlo nei suoi concerti, incisero assieme a Bill Coleman un EP intitolato "Bill Coleman presents Richard Bennett and The Dixie Cats". Il sodalizio col celebre trombettista statunitense si protrasse per circa un biennio.
Tuttavia, nel 1961 - dopo una tournée con i Chaussettes Noires (i famosi "Calzini neri" di Eddy Mitchell), la partecipazione al Festival del Jazz d'Antibes Juan-les-Pins, in cui aprirono gli spettacoli di Count Basie e Ray Charles, e con l'inarrestabile avanzata del rock 'n' roll - i Dixie Cats apportano delle sostanziali modifiche alla band. Richard e Nino decisero di abbandonare il ritmo ternario del jazz per quello binario del rock. Nino rimpiazzò il contrabbasso con un basso elettrico, Stéphane Guérault il suo clarinetto con un sax alto. Richard, invece, ingaggiò un pianista, due chitarristi ed una cantante. Persino il nome del gruppo non rimase indenne da questi repentini sconvolgimenti: si passò così da "Dixie Cats" a "RB RB" ossia "Richard Bennett Rhythm 'n' Blues". Ecco la spiegazione di questa fulminea metamorfosi nelle parole dello stesso Bennett: "Sans trahir nos influences ni sombrer dans une démagogie musicale cristallisée par le rock et autre twist, une certaine 'adaptation' s'imposait au sein du groupe, dont le seul nom était évocateur du jazz. Metamorphosé en 'Richard bennett & R 'n' B', nous souhaitons alors intégrer un chanteur au sein du groupe" (http://golfdrouot.ifrance.com/ricbent.html).
Sempre nel '61, Nino Ferrer, assieme a Stéphane Guérault, fondò un nuovo gruppo rock, i Red Caps, che però ebbe vita brevissima. Già agli inizi del '62, infatti, il cantante, che si sentiva troppo vecchio (!) per indossare i panni del rocker, si esibiva da solo nei cabaret della Rive Gauche. A partire da febbraio, sotto lo pseudonimo di Laurent Tosca e accompagnato soltanto dalla sua chitarra, Ferrer animò per qualche mese le serate del locale "La Bouquinerie", ma in estate si unì alla band del trombettista Gilles Thibault TNT (Twist and Twist). Dopo un'intensa stagione estiva, però, Nino si ritrovò di nuovo da solo, senza gruppo e senza ingaggio. Nel 1963, quindi, rientrò in seno all'orchesta dell'amico Richard Bennett, che nel frattempo accompagnava regolarmente la cantante americana Nancy Holloway... (continua)

mercoledì 5 dicembre 2007

Nino Ferrer canta en español ("Side B")



Nino Ferrer canta "Mao et Moa" ("Mao-Mao") en español

martedì 4 dicembre 2007

Nino Ferrer canta en español ("Side A")



Nino Ferrer canta "Agata" en español

Agata, guarda! Stupisci! Come hai ridotto due Nini per te!




La televisione non tardò ad accorgersi di un bianco dai capelli biondi che, dai versi di una canzone rivoluzionaria per testo e musica, chiedeva a Wilson Pickett e James Brown dove trovavano la loro voce, intonando al contempo una "prece" a squarciagola in chiave R&B per avere "La pelle nera". Fu così che il programma "Settevoci" condotto da Pippo Baudo, oltre ad ospitare Nino Ferrer in numerose puntate, utilizzò come sigla la sua "Donna Rosa", scritta, tra gli altri, dallo stesso Baudo. In "Io, Agata e tu", celebre varietà del sabato sera presentato dalla Carrà, il cantante italo-francese ripropose invece "Agata", un vecchio brano del repertorio macchiettistico napoletano, datato 1934 e targato "Cioffi-Pisano" (Giuseppe Cioffi e Gigi Pisano, autori di fortunatissime "canzonette" come "Dove sta Zazà" e "Ciccio Formaggio"). Grazie alla nuova interpretazione di Ferrer, il pezzo, che era stato anche un cavallo di battaglia del grande Nino Taranto, riscosse un successo sbalorditivo: 450.000 copie di dischi venduti in Italia e oltre 200.000 in Francia. Nel video, purtroppo di non eccelsa qualità, i due "Nini" si "fronteggiano" in una spassosa esecuzione del brano, improvvisando passi di tango e disperandosi per quella "malafemmena" fedifraga, ingrata e bugiarda che è la donna del titolo...

http://www.youtube.com/watch?v=VByv0PS0eLk

venerdì 30 novembre 2007

Z'avez pas vu Ferrer ?


(Artwork by Il Corbaccio)

Il 1970 segna un punto di svolta nella carriera di Nino Ferrer. Dopo il trionfale biennio 1968-1969, costellato di enormi successi a 45 giri, il cantautore italo-francese decide improvvisamente di rientrare a Parigi, allontanandosi dal music-business (inciderà comunque una decina di dischi tra l'anno in questione e il 1993, prima nella Ville Lumière, quindi nel suo "buen retiro" di Montcuq). "Rats and Rolls", oltre ad essere uno dei rari live di Ferrer, riflette questo cambiamento di rotta. Pur essendo ancora fortemente imbevuto delle sonorità rhythm and blues tanto care al cantante, costituisce anche il suo primo concept album, con qualche sterzata in direzione del rock psichedelico (si ascoltino, in proposito, brani come "Fratelli e così sia" o "Canapa indiana"). Registrato al Sistina di Roma il 5 ottobre, "Rats and Rolls" vede un Ferrer in gran spolvero: accompagnato dal trascinante organo di Giorgio Giombolini, Nino si presenta sul palco a petto nudo, con una giacca di pelle nera (non poteva certo essere di camoscio marrone... lol...), qualche collana in stile "Flower-Power" e la sua moto Guzzi. Tra i 10 pezzi del concerto, da segnalare "O mangi questa minestra o salti dalla finestra", che dal vivo acquista una dimensione ancor più dissacratoria; la nerboruta, esplosiva e soavemente lunga versione di "La pelle nera" - dove il Nostro sfodera davvero una voce à la "Signor King, Signor Charles, Signor Brown" -; e l'appassionata e struggente "Pour oublier qu'on s'est aimé". "Povero Cristo" è la versione nostrana di "La maison près de la fontaine", "Fratelli e così sia" di "Les enfants de la patrie", mentre "Canapa indiana" quella di "Cannabis". Purtroppo, di questo raro spettacolo sono riuscito a scovare online soltanto un esemplare monco (cliccare QUI), cui mancano i primi due titoli, "Reminiscenza" e "Fratelli e così sia". Qualcuno li "ha visti" per caso? Li sto cercando dappertutto...