domenica 23 marzo 2008

venerdì 21 marzo 2008

The Housemartins - Now That's What I Call Quite Good (1988) - "The London Calling" ovvero "Una gita scolastica"





Se proprio in questi giorni il mio Winamp sta "macinando" una spumeggiante raccolta degli "Aiglons" del 2005 (incredibile pensare che questi ragazzi di Losanna abbiano imparato il "surf" sulle placide acque di un lago alpino, e non sulle onde californiane...), erano anni, invece, che non sentivo "Caravan of Love" degli Housemartins. Forse, appunto, da quel "fatidico" 1987 in cui conseguii il diploma delle medie inferiori. Agli inizi di luglio (o era agosto?) - chiuso un "capitolo" educativo così delicato ed importante -, partii alla volta di Londra con una gita organizzata dalla scuola. Il gruppo era eterogeneo, costituito da studenti di diverse classi. Tuttavia, l'afosa e canicolare mattina della partenza, nel piazzale antistante all'edificio scolastico, fu subito chiaro a tutti che il viaggio sarebbe stato decisamente "fantozziano": il pullman che ci era stato originariamente destinato, si ruppe poco prima di caricare noi e i nostri bagagli, per essere rimpiazzato alla bell'e meglio da un autoveicolo con quattro poltrone in meno. Il nostro nuovo mezzo di trasporto, su cui avremmo trascorso le successive 24 ore, aveva sì il frigobar e il videoregistratore (in un certo senso, quindi, era anche all'avanguardia), ma il primo era implicitamente riservato ad autisti e professori, ed il secondo proiettava, come un ossessivo e "orrorifico" loop, "Top Gun". Potevano bastarmi le "ardite" quanto risibili imprese di Goose, Maverick, Iceman e compagnia bella? (Già è inquietante che mi ricordi i nomi dei personaggi...). Potevo accontentarmi del melenso tormentone di "Take My Breath Away"? Ovviamente no, soprattutto perché la recente promozione e la trasferta internazionale mi procuravano quel senso di onnipotenza che prima o poi s'impossessa malauguratamente di ogni "pischello". Ero un "adulto", ormai, e come tale potevo - anzi dovevo - dimostrare le mie nuove "facoltà". Così, al disagio che stavo patendo, aggiunsi del mio: scommisi con il mio miglior amico dell'epoca (gli amici vanno e vengono, proprio come le età della vita) che sarei rimasto sveglio sino all'arrivo. Ma non potendo contare su caffeina e nicotina, allora ancora interdette, dovetti ripiegare sugli A-ha. Ebbene, il "pop sintetico" del gruppo norvegese sortì gli effetti desiderati: pur avendo vacillato per qualche minuto nei pressi di Parigi (saranno state le 2 o le 3 di notte), la mattina seguente scesi a Canterbury senza aver mai chiuso gli occhi. Inutile dire che vagai come uno zombie tra le vie della splendida cittadina medievale e sotto le arcate della sua famosa Cattedrale. In compenso, però, sperimentai uno "stato alterato di coscienza" che immagino simile a quello indotto dall'assunzione di peyote. La mia prima vacanza in Terra d'Albione fu tuttavia memorabile per molti altri apetti. Non ultimo l'approfondimento della conoscenza di una ragazzina di una classe attigua alla mia. Mi pare di ricordare che si chiamasse Tania (chissà se con la "i" o con la "y"!). Nonostante mi avesse sempre colpito per la sua compostezza ed il suo pudore, uniti ad un grado di preparazione che superava di gran lunga quello dei suoi coetanei, mi riservò alcuni inequivocabili gesti di "casta intimità", prima sul pullman e poi, a più riprese, nel corso del nostro tour londinese... Sfiorarmi delicatamente con le sue acerbe e candide mani, sedermi in grembo trasmettendomi il tepore adolescenziale delle sue cosce... Basta, mi fermo qui, prima di essere completamente sopraffatto dalla rovinosa "sindrome di Humbert Humbert"... È superfluo aggiungere che i "segnali amorosi" della procace e sagace ninfetta, pur centrando il bersaglio, non ebbero alcuno strascico (che in ogni caso sarebbe stato di natura quasi esclusivamente platonica): lei aveva un anno in più, una differenza abissale quando non si sono ancora compiuti i 14 anni.
"Embè - vi chiederete - che c'entra questo lungo racconto con gli Housemartins?" C'entra, c'entra: che si trovasse tra le mummie del British Museum o in mezzo ai "Corbacci" reali della Torre di Londra, la dolce Tania cinguettava di continuo le prime note di "Caravan of Love", una canzone che da allora, proprio grazie alla sua vocina angelicata, è diventata la "colonna sonora originale" del mio primo viaggio in Inghilterra...

Tracklist:

01) I Smell Winter
02) Bow Down
03) Think For A Minute!
04) There Is Always Something There To Remind Me
05) The Mighty Ship
06) Sheep
07) I'll Be Your Shelter
08) Five Get Over Excited
09) Everyday's The Same
10) Build
11) Step Outside
12) Flag Day
13) Happy Hour
14) You've Got A Friend
15) He Ain't Heavy
16) Freedom
17) The People Who Grinned Themselves To Death
18) Caravan Of Love
19) The Light Is Always Green
20) We're Not Deep
21) Me And The Farmer
22) Lean On Me
23) Drop Down Dead
24) Hopelessly Devoted To Them

Les Aiglons, i "Surfin' Birds Alpini" - Stalactite



Tracklist:

01) Stalactite
02) T'en Vas Pas
03) Christine
04) Marie Line
05) Panorama
06) Dans Le Vent
07) De L'amour
08) Expo 64
09) Tennessee
10) Europa
11) Troika
12) Bal. 10-10, Sunday Stranger
13) Rosko
14) Patricia
15) Rêverie
16) California
17) Panorama 1992 (Bonus Track)
18) Succès D'Années (Bonus Track)
19) Docteur L, I Presume (Bonus Track)
20) 30ans Après (Bonus Track)

Link

martedì 4 marzo 2008

ITALIANI?!? PRRRRRRR!!!



Prendendo spunto dall'aspra polemica politica che ha infiammato gli animi nei commenti relativi al post su Ennio Morricone nel blog-amico del Vampiro Verdier (20 febbraio 2008), vorrei rispondere, seppur tardivamente, all'utente Wurdalak e al suo pelosissimo concetto di tolleranza attraverso una di quelle notizie (e sono tante, ma tante davvero) che non trovano né troveranno mai spazio sui mezzi di comunicazione di massa.

Ecco cosa scriveva l'illuminato "morto-vivente", così "democraticamente" concentrato sul "colore neGro" da non vedere quello che sta accadendo alla Nostra Patria (leggendo il suo condensato di castronerie su quest'ultimo concetto, ho capito che è un burlone e che lui, sì, si dev'essere compulsivamente dedicato all'onanismo invece di studiare Foscolo...):

"Se la tv strombazza, mentre lui (Verdier) sta passando lì davanti per caso, che un rumeno ha rubato o ha ammazzato, allora tutti i rumeni sono dei ladri o degli assassini..."

Ora, mio "zombesco amico dagli occhiali 100% realtà-filtranti" (non ti bastava proteggere le pupille dai raggi UV e dai fastidiosi riflessi solari come tutti noi?), ti racconto cos'è accaduto ad un mio conoscente circa due settimane or sono, giacché "la tivvù non lo strombazzerà mai"...

Ebbene, un giorno di metà febbraio, la persona in questione - operaio probo e alacre (mannaggia a me, che insulsi termini da Ventennio!!!) - è uscito dal "suo" capannone industriale (mi dicono che molti italiani lavorino lì, e non nei centri sociali...) e si è recato coi colleghi a mangiare un boccone durante la pausa-pranzo. Tornato sul posto di lavoro dopo nemmeno mezz'ora, attraverso la porta del capannone dischiusa, ha intravisto un manipolo di rumeni "stranamente affaccendati" (bisogna capirli, poverini! non possono mica stare a rigirarsi i pollici...). Consultatosi velocemente coi suoi compagni, il mio conoscente, ha saggiamente (?) deciso di tenere questi "valorosi" neo-traci (o forse neo-daci, o forse ancora, meglio, "neo-DACCI subito il malloppo"...) in "custodia cautelare", li ha cioè momentaneamente rinchiusi all'interno del capannone sino all'arrivo delle forze dell'ordine... Io, da sempliciotto conservatore quale sono (non reazionario, si badi bene, ché amo profondamente le tradizioni e i valori della cultura e della civiltà italiane, ma non sono affatto contrario alle novità e ai cambiamenti), non mi sarei limitato a custodire quel branco di impuniti manigoldi, bensì li avrei tempestati di randellate come si fa coi ratti di fogna caduti in trappola... Inutile dire che avrei fatto malissimo... Difatti, sulla scena del crimine sono ben presto giunti "quattro gendarmi con i pennacchi e con le armi" che, forti di quattro nozioni giuridiche ("ahò, mo' c’avemo pure li sbirri laureati! Nun è che se stava mejo quanno annavano a riscuotere le tangenti in würstel scaduti dar pizzicagnolo?", come si chiederebbe Jack Nicholson in "Qualcosa è cambiato"...), dapprima hanno prospettato agli operai una denuncia per sequestro di persona e poi, magnanimi e clementi ("com'è buono, Lei!"), hanno condotto in Questura i ladri colti in flagranza di reato.
Secondo te, o nobile Wurdalak, "non-morto progressista", quanto tempo sono stati trattenuti i delinquenti in Commissariato? Lo sa bene il mio conoscente, che dopo nemmeno due ore (verosimilmente il tempo di raccogliere le loro generalità), se li è visti sfrecciare davanti al capannone a bordo di una macchina di grossa cilindrata, intenti ad esibirsi nell' "italicissimo" gesto dell'ombrello. Questa sì che è integrazione! ITALIANI?!? PRRRRRRR!!!

"Corbacci Saluti",

Il Corbaccio

giovedì 14 febbraio 2008

Mi ami? Ma quanto mi ami? The "Je t'aime... moi non plus" Collection





Nel 1967, reduce da un appuntamento disastroso, Brigitte Bardot telefonò sconsolata a Serge Gainsbourg chiedendogli di scrivere per lei la più bella canzone d'amore che la sua fantasia fosse in grado di partorire. Lui ne scrisse ben due: la prima era "Bonnie and Clyde", la seconda "Je t'aime... moi non plus". Nell'inverno di quello stesso anno, l'attrice e il cantante si chiusero in un' "angusta" sala d'incisione e registrarono il brano, arrangiato da Michel Colombier, in una sessione di due ore piuttosto "intima". Circolarono addirittura voci che i sussurri e i mugolii della registrazione fossero reali. Günter Sachs, all'epoca marito di B.B., chiese dunque che il singolo non venisse dato alle stampe, mentre la stessa Bardot - forse su consiglio dell'avveduto manager, sempre attento a non far inciampare la sua "protetta" in inutili e pericolosi scandali - prese carta e penna, e scongiurò Gainsbourg di non pubblicare il disco. "Monsieur Gainsbarre", messo alle strette, prese i nastri e li chiuse temporaneamente nel cassetto. Ma di lì a poco tornò alla carica, cercando una nuova partner canora: a subire le lusinghe di Serge furono dapprima Marianne Faithfull, quindi Valérie Lagrange, ed infine Mireille Darc, ma tutte e tre declinarono la proposta. Alla fine, com'è noto, il celeberrimo pezzo - effettivamente destinato a diventare un immortale "inno all'amore" - fu nuovamente inciso da Gainsbourg insieme alla futura moglie Jane Birkin, inizialmente recalcitrante, sembra, perché "gelosa" della Bardot. Oltre a rivelarsi un "instant-classic" - con la sua enorme carica di trasgressione erotica e il conseguente scalpore suscitato in tutto il mondo - "Je t'aime... moi non plus" diede la stura non soltanto ad un'infinita serie di cover, di cui qui offriamo un piccolo assaggio, ma anche al fenomeno delle cosiddette "orgasmo songs", sulle quali Fabio Casagrande Napolin ha scritto un articolo minuzioso, ricco di curiosità e degno di nota sul sito HitParadeItalia (cliccate QUI).
Lasciandole alle note (ma soprattutto ai gridolini di "plaisir") della canzone, non ci rimane quindi che augurare un Buon San Valentino alle coppie di innamorati (quelli veri...). Per quel che ci riguarda, ahinoi, siamo ancora in alto mare, alla ricerca di un'isola nuda verso la quale spingere remi e reni...

Note: Il titolo "Je t'aime... moi non plus" è un gioco di parole che nelle cover italiane è stato (volutamente?) travisato e tradotto in "Ti amo... io di più".
In un'intervista, Gainsbourg rivelò che l'origine del brano era da ricercare in una nota dichiarazione di Picasso, che aveva affermato di essere troppo timido per rispondere "anch'io" ad un "ti amo".

Tracklist:

CD1

01 - Serge Gainsburg et Jane Birkin - Je t'aime... moi non plus
02 - Serge Gainsbourg - Je t'aime... moi non plus (guitar)
03 - Serge Gainsbourg - Je t'aime... moi non plus au motel
04 - Sounds Nice - Love at First Sight
05 - Bourvil avec Jacqueline Maillan - Ça (Je t'aime... moi non plus)
06 - James Last and Orchestra - Je t'aime... moi non plus
07 - Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer - Ti amo... ed io di più
08 - Ombretta Colli - Ti amo... io di più
09 - Brigitte - Ti amo... ed io di più (vinile)
10 - I Combos - Je t'aime... moi non plus
11 - Bárbara y Dick - Yo te amo... yo tampoco
12 - Frank Pourcel - Love at First Sight (Je t'aime... moi non plus)
13 - Ray Conniff - Je t'aime... moi non plus
14 - Paul Mauriat - Je t'aime... moi non plus
15 - Judge Dread - Je t'aime
16 - Saint Tropez - Je t'aime... moi non plus
17 - Gil Ventura - Je t'aime... moi non plus
18 - Donna Summer - Je t'aime... moi non plus (12'' Single Bonus Track)

CD2

19 - Músicas eróticas - I Love You (Please Repeat) (Je t'aime...)
20 - Erotic Orchestra - Je t'aime... moi non plus
21 - Guillaume et Nathalie - Je t'aime... moi non plus
22 - Fausto Papetti - Je t'aime... moi non plus
23 - Einstürzende Neubauten - Jet'm
24 - Viola Valentino - Je t'aime... moi non plus
25 - Serge Gainsbourg et Brigitte Bardot - Je t'aime... moi non plus
26 - Louis Clark & The BBC Concert Orchestra - Je t'aime... moi non plus
27 - Nayanka Bell & Koffi Olomide - Je t'aime moi non plus
28 - Malcom McLaren - Je t'aime... moi non plus
29 - Pet Shop Boys - Je t'aime... moi non plus (with Sam Taylor Wood)
30 - Asia Argento & Brian Molko - Je t'aime... moi non plus
31 - Byron Lee & the Dragonaires - Je t'aime (Love at First Sight)
32 - Nick Cave & Anita Lane - I Love You... Nor Do I (Je t'aime...)
33 - Cibo Matto - Je t'aime... moi non plus

LINK

Per la PW vedi i commenti

giovedì 31 gennaio 2008

Nino and Liza Candid Pic



"Liza Minnelli's performance in Paris was a virtual triumph. She performed to a full house, among whom were the following admirers: Salvatore Adamo, Joe Dassin and his wife, Jean-Claude Brialy, and Nino".