martedì 11 dicembre 2007

Also sprach David Bowie - "Bizzarrie spazio-linguistiche"



(Artwork by Il Corbaccio)


Nonostante avesse già all'attivo un pregevole album omonimo e diversi singoli, David Bowie raggiunse la fama soltanto nell'autunno del 1969 grazie al pezzo folk-rock "Space Oddity". Il brano, scritto ed inciso l'anno precedente, trovò la sua confezione perfetta negli arrangiamenti sinfonico-psichedelici di Paul Buckmaster e la sua ideale collocazione storica nelle celebrazioni dell'allunaggio. Per questa ballata "fantascientifica", incentrata sulla figura immaginaria e melanconica del Maggiore Tom, perso nel cosmo, il cantante inglese trasse ispirazione dal film di Stanley Kubrick "2001: Odissea nello spazio", anche se la maggior parte dei critici ha evidenziato come il testo possa altresì rappresentare un'allegoria non tanto velata dell'uso di stupefacenti ("Take Your Protein Pills and Put Your Helmet On"...). Lo stesso Bowie, del resto, non fece niente per smentire questa interpretazione. Qualche anno più tardi, anzi, sembrò addirittura suffragarla con un verso della sua hit "Ashes to Ashes": "We Know Major Tom's a Junkie", dove il termine slang "Junkie" sta per eroinomane. Il piccolo "melodramma" spaziale dell'artista londinese, ormai entrato di diritto nella storia del rock, fu tradotto per il mercato italiano da Mogol col titolo "Ragazzo solo, ragazza sola" (una trasposizione a dir poco imbarazzante, che dell'originale conserva soltanto l'accenno al tema del "volo") e fu interpretato dal gruppo i Computers alias i fratelli Gabriele e Mario Balducci. Questa cover italiana, alla cui incisione si vocifera partecipò anche Lucio Battisti con la chitarra acustica, fu la prima registrazione in assoluto della mitica etichetta "Numero Uno", e nel '70 ottenne un considerevole successo, tanto che lo stesso Bowie la cantò nella nostra lingua. Di "Space Oddity" esiste anche un'altra cover italiana, "Corri, uomo, corri" dei Giganti (1970), decisamente meno riuscita di quella dei Computers. Con il nostro idioma, invece, il Duca Bianco si cimenterà di nuovo qualche anno più tardi, nel 1986, eseguendo la sempreverde "Volare" di Modugno per il film musicale "Absolute Beginners" di Julien Temple. In questa mini-compilation, oltre ai brani già citati, sono rispettivamente incluse la cover live di "Space Oddity" interpretata da Natalie Merchant, e quella realizzata dall'emergente cantautrice di Montpellier Émilie Simon per l'album-tributo "Bowiemania".
Da notare che anche Elvis Presley, al pari di Bowie, rimase affascinato dall' "Odissea" di Kubrick e dalla relativa colonna sonora, che conteneva l'introduzione di "Così parlò Zarathustra" ("Also sprach Zarathustra"), uno dei poemi sinfonici più noti di Richard Strauss. Per tutti gli anni '70, sino alla sua morte, il Re del Rock volle utilizzare il brano come "opening track" dei suoi titanici show.

Tracklist:

01) David Bowie - Space Oddity (Original Version - The Deram Anthology)
02) David Bowie - Space Oddity
03) Computers - Ragazzo solo, ragazza sola (Space Oddity - Italian Version)
04) David Bowie - Ragazzo solo, ragazza sola (Space Oddity)
05) I Giganti - Corri, uomo, corri (Space Oddity - Italian Version)
06) Natalie Merchant - Space Oddity
07) Émilie Simon - Space Oddity
08) David Bowie - Volare
09) Bonus Track: David Bowie - Heroes (French Version)
10) Bonus Track: David Bowie - Helden (Heroes - German Version)
11) Bonus Track: Elvis Presley - Live In Dallas - June 6 & 7, 1975 - Also Sprach Zarathustra-See See Rider

mercoledì 5 dicembre 2007

Scatena le platee la musica satanica dei Doors


"Il nostro sport preferito è ora quello di farci arrestare dalla polizia"... "L'ultimo successo è un motivo che dura 11 minuti e si chiama The End: una lunga poesia, spesso indecifrabile, su un uomo che uccide il padre e fa all'amore con la madre"...
Da "Panorama" del 27 giugno 1968 (leggi articolo)

The Doors - Backstage and Dangerous: The Private Rehearsal - Mystery Train/Crossroads + Elvis Presley - Live in Dallas - June 6 & 7, 1975 - 21 - Medley - Mystery Train/Tiger Man

Nino Ferrer canta en español ("Side B")



Nino Ferrer canta "Mao et Moa" ("Mao-Mao") en español

Tutto sommato, la felicità è una piccola cosa...


"Embé?!? Nun sarà il massimo dell'originalità, ma c'aveva poprio ragione" Trilussa... La scorsa domenica, ad uno dei tanti mercatini regionali nei quali mi reco con discreta regolarità da qualche tempo a questa parte, mi si è riempito il cuore di letizia quando ho potuto acquistare una decina di vecchi numeri di "Panorama" (perlopiù degli anni sessanta) ad una cifra davvero irrisoria. Qualcuno potrebbe contestarmi che sono ad un passo dalla bancarotta delle emozioni, se riesco a trarre gratificazione e sollazzo dalle pagine impolverate di un vetusto mensile (il periodico in questione diventò settimanale soltanto nel 1967). Ma osservate attentamente lo splendido scatto qui sopra, realizzato dall'obiettivo di Carlo Bavagnoli per un articolo su Trastevere (settembre 1963, n° 12). Da solo, vale la mia già modestissima spesa. Per non parlare, poi, dei meravigliosi articoli che sto scannerizzando per il blog, e che condividerò pian piano con chi avrà la bontà di seguirmi. A dar una rapida sfogliata a questi giornali, inoltre, si evince quanto sia progressivamente scaduta l'editoria italiana (d'accordo, per questo non occorreva certo alzarsi alle prime luci dell'alba, girovagare sotto i freddi e nebbiosi portici di un paesino emiliano, e salvare dalle fiamme di un camino un "cumulo di carta straccia"). Grandi firme, magnifici servizi illustrati, reportage realizzati con tutti i sacri crismi, pubblicità ridotta all'osso: era una ricetta semplice... una "piccola cosa", appunto, quella che rendeva piacevole la sosta all'edicola. Oggi compri tomi pesanti come elenchi del telefono, dalle vesti grafiche sfavillanti come fuochi fatui, e muniti di almeno tre inutilissimi allegati. Poi arrivi a casa, ti siedi comodamente in poltrona pregustando il piacere di una lettura benefica e fruttuosa, e prima di esser riuscito a scovare un pezzo interessante, hai già memorizzato, senza rendertene conto, una cinquantina di nuove griffe...

P.S. Chissà se il piccolo "trasteverino" del succitato articolo leggerà mai questo post e mi contatterà! Mi auguro che le vicissitudini della vita gli abbiano risparmiato quell'innocente, spensierato e contagioso sorriso...

martedì 4 dicembre 2007

Nino Ferrer canta en español ("Side A")



Nino Ferrer canta "Agata" en español

Agata, guarda! Stupisci! Come hai ridotto due Nini per te!




La televisione non tardò ad accorgersi di un bianco dai capelli biondi che, dai versi di una canzone rivoluzionaria per testo e musica, chiedeva a Wilson Pickett e James Brown dove trovavano la loro voce, intonando al contempo una "prece" a squarciagola in chiave R&B per avere "La pelle nera". Fu così che il programma "Settevoci" condotto da Pippo Baudo, oltre ad ospitare Nino Ferrer in numerose puntate, utilizzò come sigla la sua "Donna Rosa", scritta, tra gli altri, dallo stesso Baudo. In "Io, Agata e tu", celebre varietà del sabato sera presentato dalla Carrà, il cantante italo-francese ripropose invece "Agata", un vecchio brano del repertorio macchiettistico napoletano, datato 1934 e targato "Cioffi-Pisano" (Giuseppe Cioffi e Gigi Pisano, autori di fortunatissime "canzonette" come "Dove sta Zazà" e "Ciccio Formaggio"). Grazie alla nuova interpretazione di Ferrer, il pezzo, che era stato anche un cavallo di battaglia del grande Nino Taranto, riscosse un successo sbalorditivo: 450.000 copie di dischi venduti in Italia e oltre 200.000 in Francia. Nel video, purtroppo di non eccelsa qualità, i due "Nini" si "fronteggiano" in una spassosa esecuzione del brano, improvvisando passi di tango e disperandosi per quella "malafemmena" fedifraga, ingrata e bugiarda che è la donna del titolo...

http://www.youtube.com/watch?v=VByv0PS0eLk

sabato 1 dicembre 2007

LA (SVETTANTE) COLONNA SONORA DI "GOLA PROFONDA"



Era il giugno del 1972 quando, in un cinema di Times Square a New York, usciva "Gola profonda" ("Deep Throat") di Gerard Damiano. Malgrado fosse bollato da una tripla X e si reggesse su una trama esilissima, grazie alla specialità della compianta Linda Lovelace (imparata, si dice, sotto ipnosi) e al taglio comico-demenziale, il film ottenne un enorme successo (costato 25.000 dollari ne incassò più di 6 milioni), e fu il primo hard della storia ad essere proiettato nei circuiti di prima visione, lanciando il fenomeno del "porno chic", un tipo di film a luci rosse che intellettuali e coppie sposate non si vergognavano di andare a vedere. Assieme all'immensa popolarità, però, non tardarono ad arrivare anche i guai giudiziari. Miriadi di cause furono intentate contro il film, che fu tagliato, censurato e sequestrato (e che è tuttora proibito in diversi stati americani). Stessa sorte toccò anche alla relativa colonna sonora, scomparsa dal mercato per anni e trasformatasi di conseguenza in un vero e proprio oggetto da collezione. Uscita per la prima volta nel '72, parallelamente al film, fu ristampata in pochissime copie dalla "Sandy Hook Records" dieci anni più tardi (un'edizione rarissima che vale oltre 120 dollari). Nel 2005, per la gioia dei cinefili erotomani, l'encomiabile etichetta "Light In The Attic" ne ha approntato invece un'edizione deluxe (2 CD, "Deep Throat Anthology, Parts I & II", corredati di foto, note e quant'altro), rimasterizzata ed arricchita da un'ampia sezioni di dialoghi tratti dalla pellicola, che non lasciano spazio all'immaginazione e che basterebbero da soli a far confinare l'album nell' "inferno" di qualsiasi discoteca.
La soundtrack, una "delirante" miscela di porno-funk, easy-listening, esasperati e distorti riff di chitarra, virtuosistici assoli d'organo elettrico, gemiti, sospiri e scampanii (quelli che sente Linda quando finalmente raggiunge l'orgasmo), conserva intatta tutta la sua originaria carica provocatoria e trasgressiva. Inoltre, considerando che all'epoca dell'uscita del film in sala l'FBI confiscò i master originali, la qualità del suono è eccellente. Tra i 20 pezzi dell'antologia, i cui compositori, come spesso accadeva per produzioni del genere, sono rimasti nell'anonimato, si segnalano l'inconfondibile "Driving With Linda", l'ipnotica e psichedelica "Love Is Strange", e l'allegramente enfatica (quasi "pomposa", direi) "Deep Throat To You All". Imperdibile per chi ama il sesso e le sonorità vintage. (M.G)


Sul sito della label "Light In The Attic" un mp3 gratuito, "Run Linda Run".


Da qualche imprecisato luogo della Grecia, invece, l'album completo (vedi commenti).