giovedì 14 febbraio 2008

Mi ami? Ma quanto mi ami? The "Je t'aime... moi non plus" Collection





Nel 1967, reduce da un appuntamento disastroso, Brigitte Bardot telefonò sconsolata a Serge Gainsbourg chiedendogli di scrivere per lei la più bella canzone d'amore che la sua fantasia fosse in grado di partorire. Lui ne scrisse ben due: la prima era "Bonnie and Clyde", la seconda "Je t'aime... moi non plus". Nell'inverno di quello stesso anno, l'attrice e il cantante si chiusero in un' "angusta" sala d'incisione e registrarono il brano, arrangiato da Michel Colombier, in una sessione di due ore piuttosto "intima". Circolarono addirittura voci che i sussurri e i mugolii della registrazione fossero reali. Günter Sachs, all'epoca marito di B.B., chiese dunque che il singolo non venisse dato alle stampe, mentre la stessa Bardot - forse su consiglio dell'avveduto manager, sempre attento a non far inciampare la sua "protetta" in inutili e pericolosi scandali - prese carta e penna, e scongiurò Gainsbourg di non pubblicare il disco. "Monsieur Gainsbarre", messo alle strette, prese i nastri e li chiuse temporaneamente nel cassetto. Ma di lì a poco tornò alla carica, cercando una nuova partner canora: a subire le lusinghe di Serge furono dapprima Marianne Faithfull, quindi Valérie Lagrange, ed infine Mireille Darc, ma tutte e tre declinarono la proposta. Alla fine, com'è noto, il celeberrimo pezzo - effettivamente destinato a diventare un immortale "inno all'amore" - fu nuovamente inciso da Gainsbourg insieme alla futura moglie Jane Birkin, inizialmente recalcitrante, sembra, perché "gelosa" della Bardot. Oltre a rivelarsi un "instant-classic" - con la sua enorme carica di trasgressione erotica e il conseguente scalpore suscitato in tutto il mondo - "Je t'aime... moi non plus" diede la stura non soltanto ad un'infinita serie di cover, di cui qui offriamo un piccolo assaggio, ma anche al fenomeno delle cosiddette "orgasmo songs", sulle quali Fabio Casagrande Napolin ha scritto un articolo minuzioso, ricco di curiosità e degno di nota sul sito HitParadeItalia (cliccate QUI).
Lasciandole alle note (ma soprattutto ai gridolini di "plaisir") della canzone, non ci rimane quindi che augurare un Buon San Valentino alle coppie di innamorati (quelli veri...). Per quel che ci riguarda, ahinoi, siamo ancora in alto mare, alla ricerca di un'isola nuda verso la quale spingere remi e reni...

Note: Il titolo "Je t'aime... moi non plus" è un gioco di parole che nelle cover italiane è stato (volutamente?) travisato e tradotto in "Ti amo... io di più".
In un'intervista, Gainsbourg rivelò che l'origine del brano era da ricercare in una nota dichiarazione di Picasso, che aveva affermato di essere troppo timido per rispondere "anch'io" ad un "ti amo".

Tracklist:

CD1

01 - Serge Gainsburg et Jane Birkin - Je t'aime... moi non plus
02 - Serge Gainsbourg - Je t'aime... moi non plus (guitar)
03 - Serge Gainsbourg - Je t'aime... moi non plus au motel
04 - Sounds Nice - Love at First Sight
05 - Bourvil avec Jacqueline Maillan - Ça (Je t'aime... moi non plus)
06 - James Last and Orchestra - Je t'aime... moi non plus
07 - Giorgio Albertazzi e Anna Proclemer - Ti amo... ed io di più
08 - Ombretta Colli - Ti amo... io di più
09 - Brigitte - Ti amo... ed io di più (vinile)
10 - I Combos - Je t'aime... moi non plus
11 - Bárbara y Dick - Yo te amo... yo tampoco
12 - Frank Pourcel - Love at First Sight (Je t'aime... moi non plus)
13 - Ray Conniff - Je t'aime... moi non plus
14 - Paul Mauriat - Je t'aime... moi non plus
15 - Judge Dread - Je t'aime
16 - Saint Tropez - Je t'aime... moi non plus
17 - Gil Ventura - Je t'aime... moi non plus
18 - Donna Summer - Je t'aime... moi non plus (12'' Single Bonus Track)

CD2

19 - Músicas eróticas - I Love You (Please Repeat) (Je t'aime...)
20 - Erotic Orchestra - Je t'aime... moi non plus
21 - Guillaume et Nathalie - Je t'aime... moi non plus
22 - Fausto Papetti - Je t'aime... moi non plus
23 - Einstürzende Neubauten - Jet'm
24 - Viola Valentino - Je t'aime... moi non plus
25 - Serge Gainsbourg et Brigitte Bardot - Je t'aime... moi non plus
26 - Louis Clark & The BBC Concert Orchestra - Je t'aime... moi non plus
27 - Nayanka Bell & Koffi Olomide - Je t'aime moi non plus
28 - Malcom McLaren - Je t'aime... moi non plus
29 - Pet Shop Boys - Je t'aime... moi non plus (with Sam Taylor Wood)
30 - Asia Argento & Brian Molko - Je t'aime... moi non plus
31 - Byron Lee & the Dragonaires - Je t'aime (Love at First Sight)
32 - Nick Cave & Anita Lane - I Love You... Nor Do I (Je t'aime...)
33 - Cibo Matto - Je t'aime... moi non plus

LINK

Per la PW vedi i commenti

giovedì 31 gennaio 2008

Nino and Liza Candid Pic



"Liza Minnelli's performance in Paris was a virtual triumph. She performed to a full house, among whom were the following admirers: Salvatore Adamo, Joe Dassin and his wife, Jean-Claude Brialy, and Nino".

sabato 26 gennaio 2008

Pafff... Bum! L'amore NON è tutto qui...




Ciao piccola (d'accordo, l'uso del vezzeggiativo è fuori luogo, anacronistico e fors'anche sgradito, ma io me ne infischio perché ritengo che ciò che MI separa da te non sia una questione di spazio o di tempo),


Qualche giorno fa ho dato un'occhiata al tuo "Profilo Windows Live". Sinora, pur non avendo rimosso o bloccato il tuo contatto MSN (per me, è ovvio, perennemente impostato sullo stato "Non in linea"), me n'ero volutamente e saggiamente astenuto. Ti parrà strano, lo so, ma questa volta, a differenza dello scorso anno, non ho mai monitorato le tue peregrinazioni telematiche. E ho fatto bene. Poi però, in concomitanza con il lungo messaggio che ti ho scritto, ho barattato il mio già traballante "equilibrio" con la soddisfazione della curiosità, che negli "affaires du coeur" si rivela quasi sempre nefasta. E ho fatto male. Sono contento - e non è un'affermazione di prammatica - di vedere che le cose ti vanno bene, che ti sei fatta delle nuove amicizie femminili e che in famiglia regnano intesa ed armonia (questo almeno è quel che riesco a percepire dalle poche foto che hai pubblicato). Mi piace anche il tuo nuovo look. Sono profondamente amareggiato, al contrario, dal tuo ultimo intervento, in cui, dopo un lungo augurio di Buon Anno, lasci chiaramente intendere che c'è un nuovo "Amore" all'orizzonte (ormai, visto come bruci i tempi, sarà già consolidato). Beh, non c'è che dire, fai alla svelta a disamorarti e a innamorarti di nuovo! Sarà la giovane età, ma sembra proprio che il tuo cuore sia avvezzo ad estenuanti galoppate, a inaspettate cadute e a repentine riprese. Possiedi davvero un invidiabile muscolo cardiaco, "elastico" e tonico! Pensa che io, invece, non mi sono ancora ripreso dalla "frattura del miocardio", per parafrasare il titolo di un noto film francese... Ti ricordi la mia costola rotta (un segno biblico, forse...), le "policontusioni", il "bombardamento" di raggi X, gli antidolorifici e via discorrendo? Niente al confronto... Me la facessero adesso una lastra! Nel petto troverebbero sì una libbra di carne, ma macinata, inutile come quella pretesa da Shylock... Chi è il fortunato? Janvier, forse? (Uso un nome di fantasia, che tuttavia dovresti apprezzare, date le tue letture "poliziesche"...). L'ometto che figura tra gli "Amici"? Lo sbirro ventiquattrenne che guarda trucido in camera e che ama "le roller", "le musculation" e il rugby? Perdonami, sai, ma ricorda tanto uno di quei risaputi personaggi usciti dalla penna di romanzieri a corto di idee... Uno di quei giovinastri delle banlieue che per puro caso si ritrova "dall'altra parte della barricata", a sedare le rivolte invece che ad attizzarle, accomunato ai suoi coetanei e vicini di casa dall'utilizzo di un corpo contundente (a lui lo sfollagente, a loro le spranghe)... Dallo sguardo torvo direi che va sommamente fiero del manganello in dotazione, anzi ne sono sicuro. Perbacco, bambolina "mia", ma che fine hanno fatto le tue velleità culturali? Non eri tu a scrivere: "ma mère m'a tellement répété qu'avoir le même niveau de culture que la personne avec qui l'on est permet de faire avancer mieux une relation, que j'ai fini par la croire (et les expériences me l'ont prouvé)?" Non vorrei che in futuro ti trovassi a trascorrere le domeniche trascurata e negletta, in attesa che il tuo Callaghan di borgata torni dallo stadio. Te l'ho mai fatta sentire la famosa canzone di Rita Pavone "La partita di pallone"? Se ti va, fai una breve ricerca con Google e ne troverai facilmente il testo. Ti sei già insediata, come facesti con me, nell'appartamento di Villepinte del "policeman" (uotsamerican...)? Pare proprio di sì, se la sua linea ADSL si appoggia al server della vicina Sannois... Che fai, navighi e chatti mentre lui è impegnato ad emulare i suoi idoli della palla ovale in un campetto da amatori? Poi, una volta rientrato, gli lavi conchiglia, calzini e casacca, e gli prepari una corroborante "quiche"? Non ti ci vedo affatto nei panni dell'amorevole e paziente donnetta di casa... Contenta tu... Ancor più inquietante di quella di Janvier, però, è la foto del "Barba". Si vede che la sua scintillante zucca pelata spunta ogni anno come la CAPPELLA di un fungo particolarmente nocivo... I domiciliari non possono averglieli concessi, altrimenti, per ovvie ragioni, non sarebbe potuto venire a trovarti a Parigi. Presumo allora che il coglione, come migliaia di altri criminali, abbia beneficiato del mai abbastanza vituperato provvedimento di un suo pari, e cioè dell'indulto voluto dal nostro ex-Guardasigilli (Ministro di Grazia e Giustizia) Mastella. Ecco cosa ti scrivevo l'anno scorso su questo tuo amico: "Lo spelacchiato testa di cazzo non è altro che un volgare delinquente, finito dietro le sbarre (che ci possa marcire!) per spaccio di stupefacenti. Ti rendi conto, Buon Dio?!? Uno spacciatore, un turpe, vile e fottutissimo pusher, un 'mercante' di morte: un assassino, insomma! Direi proprio che non è necessario spendere ulteriori parole su un individuo del genere. Di più, lascerò vuota qualche riga perché la sua purulenta calvizie non insozzi oltremodo la mia scrittura...". A distanza di mesi e mesi, confermo e ribadisco, augurandomi che prima o poi tu possa selezionare con più discernimento le tue frequentazioni...


A questo punto ti chiederai perché mi ostino a "cercarti", sebbene per vie traverse. Perché TI AMO ANCORA. NONOSTANTE TUTTO... Ogni tanto, sfogliando cartelle e documenti del computer, mi imbatto nelle tue fotografie e nei tuoi video. Qualche giorno fa ho riguardato quello che sto "postando" in questa sede. L'avevo intitolato molto semplicemente "Bum!". Vuoi per l'approssimarsi di Sanremo, vuoi per il testo, l'associazione di idee con la canzone che Lucio Dalla presentò al Festival del '66 insieme agli Yardbirds è stata immediata. Purtroppo per me, però, NON è per niente "PASSATA", ed io due occhi più blu del blu non li ho ancora "ritrovati"... Allora insegnami, ti prego, come si fa a "scivolare" con leggiadra spensieratezza su una persona, a schiacciarla con nonchalance, a rialzarsi sorridenti e ad esclamare "Pafff... Bum! L'amore è tutto qui"...


Lucio Dalla - Pafff... Bum! / The Yardbirds - Pafff... Bum

Pafff... Bum! (C.G. video - Non è un video di Lucio Dalla o degli Yardbirds)

sabato 12 gennaio 2008

Bada, bada, Corbaccio... Trova, trova... il Trovajoli eroticus




Riporto dal "Dizionario dei film italiani Stracult" di Marco Giusti:

"[Homo eroticus...] Forse il film della consacrazione a mito di Lando Buzzanca. Suo trionfo personale, diretto da Marco Vicario, nel ruolo del cameriere Michele Cannaritta, uomo superdotato come pochi. 'La gente è ancora convinta che io abbia tre palle...', ha ricordato Buzzanca ad "Amarcord". Da questo film parte il successo del personaggio Buzzanca eroe dei fumetti erotici come 'Lando' e 'Il Montatore' ('Ma io con questa storia non c'entro proprio niente, ho perfino messo di mezzo un avvocato. Sei milioni, gli ho dato, negli anni '70...'). Insomma il siculo superdotato Michele si ritrova a fare il cameriere a Bergamo nella casa di Luciano Salce e signora, Rossana Podestà [che era la moglie di Vicario, Ndr.]. Ovviamente si farà la moglie, ma anche le sue amiche e tutte le cameriere. Cacciato per gelosia dalla padrona, finirà, dopo molte avventure con una serie infinita di donne, per sposarsi Simonetta Stefanelli, vera ragazza del Sud e figlia dell'amico barbiere siculo Michele Cimarosa"[...]

Gerlando Buzzanca, in arte Lando, non avrebbe bisogno di presentazioni. Qui ci limiteremo a ricordare che questo grande interprete, lanciato da Pietro Germi in "Divorzio all'italiana" e "Sedotta e abbandonata", fu in seguito valorizzato sia da Antonio Pietrangeli, che gli affidò due ruoli di prestigio ne "La parmigiana" e "Il magnifico cornuto", che da Alberto Lattuada, il quale lo volle protagonista del suo "Don Giovanni in Sicilia". Ma per l'attore palermitano (classe 1935) il vero successo popolare arrivò con "Il merlo maschio", diretto nel '71 da Pasquale Festa Campanile, in cui diede prova della sua straordinaria capacità mimetica, conferendo al suo personaggio - un musicista frustrato che si rivale sulla società attraverso l'esibizione pubblica delle grazie nude della moglie - una notevole complessità di sfumature psicologiche (fu bravissimo, ad esempio, nel bilanciare il lato comico-grottesco con un sottile ma consistente velo di melanconia). Anche se la critica continuò a dileggiarlo per tutti gli anni '70, in quel decennio Buzzanca fu uno dei mattatori indiscussi della commedia italiana, e la sua verve comica, unitamente alla creazione di un personaggio stereotipato - un impenitente mandrillo perennemente a caccia di gonnelle, spesso egocentrico e maschilista - incontrò un vasto consenso di pubblico. Quando la risata all'italiana "si sfilò la biancheria intima", sterzando bruscamente verso il triviale e lo scollacciato, Lando preferì dedicarsi alla radio, alla TV ed al teatro. Recentemente - dopo anni di oscurantismo sinistrorso, che avrebbe ingiustamente spento i riflettori su di lui boicottandolo (sono sue affermazioni ma non si stenta a crederci) - Lando è tornato prepotentemente alla ribalta: prima con le seguitissime fiction TV "Mio figlio" e "Chiara e Francesco", in cui ha rispettivamente coperto gli "scomodi" panni del Commissario Vivaldi, un integerrimo poliziotto che scopre di avere il figlio omosessuale, e quelli di Pietro di Bernardone, il padre del Santo di Assisi; infine con la riduzione cinematografica de "I Viceré", realizzata da Roberto Faenza ed uscita nelle sale, con un ottimo riscontro e di pubblico e di critica, lo scorso novembre.

La colonna sonora di "Homo eroticus" è un piccolo gioiello, il cui merito artistico supera indubbiamente quello del film per cui è stata composta, e dimostra l'incredibile eclettismo del novantenne Maestro Armando Trovajoli. Attorno alle quattro variazioni del Main Theme "Titoli", in cui la "drammatica" sicilianità dello scacciapensieri viene equilibrata dalle note argentine e vivaci dell'organo e da quelle grottescamente grevi dei fiati, il compositore romano costruisce una partitura densa d'ironia. Basti pensare al ridondante piano di "Primo incontro" o alla profusione di archi e vocalizzi in brani come "Concettina" e "Rallenty", sberleffi in piena regola ai melensi temi d'amore di tante pellicole strappalacrime degli anni '70. L'irrisione si fa smaccata nel brano "U picciuttazzu", cantato da Pino Ferrara ("come un aceddu sbattutu da lu ventu, ca cerca lu nidu; quannu lu trova, ci si infila dintra..."), e nell'ultimo pezzo "Titoli-finale", un ritmatissimo jazz in stile "saloon" in cui il piano e il "marranzanu" (lo scacciapensieri) vengono portati ad un parossistico accesso di spensierata e gaudente follia. Una musica che mantiene inalterata la sua freschezza, e che può essere assaporata con sommo gusto più e più volte, anche separatamente dall'originario contesto cinematografico. (Il Corbaccio)

ARMANDO TROVAJOLI - HOMO EROTICUS

giovedì 10 gennaio 2008

Romano Frodi



"Abbiamo ottenuto risultati straordinari. Possiamo rivendicare con orgoglio - ha sottolineato il Presidente del Consiglio - di aver portato il Paese fuori dall'instabilità finanziaria..." Dall'edizione del Tg1 delle 13.30 di oggi (10-01-2008) - Servizio di Bruno Luverà sul vertice di maggioranza sull'economia.

I Balordi - Vengono a portarci via (mp3)... magari!!!

martedì 8 gennaio 2008

Class of '55: We Remember the King



We Remember The King - mp3

Di tutto l'album "Class of '55: Memphis Rock & Roll Homecoming" (1986) - concepito come una sorta di reunion dello storico "Million Dollar Quartet" del 1956, con Roy Orbison che rimpiazza virtualmente Elvis Presley - "We Remember the King" è decisamente il brano meno riuscito. Inutilmente "solenne", lugubremente celebrativo, ha un incedere cipiglioso e funereo, che mal si addice al ricordo del Re e della sua musica eternamente giovane. Se poi si pensa che l'unico sopravvissuto, il "Last Man Standing" della sessione, è Jerry Lee, allora è meglio scaricare da qui tutto l'album e "sparare" a tutto volume pezzi come "Birth of Rock and Roll" o "Big Train"...

Tracklist:

1. Birth of Rock and Roll (Perkins)
2. Sixteen Candles (Lewis)
3. Class of '55 (Perkins)
4. Waymore's Blues (all)
5. We Remember the King (Cash)
6. Coming Home (Orbison)
7. Rock and Roll (all)
8. Keep My Motor Running (Lewis)
9. I Will Rock and Roll With You (Cash)
10. Big Train (all)